gear4rocks Plastic Nut (Set of 8) Review (italian) - gear4rocks - rock climbing gear & equipment
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gear4rocks Plastic Nut (Set of 8) Review (italian)
  Prime impressioni


Finalmente, dopo circa un mese dall'ordine (complice sicuramente l'ingorgo di pacchi spediti sotto Natale), mi sono arrivati tramite pacco raccomandato, gli attesi nut di plastica della Gear4rocks.

L'azienda si presenta sul sito come una piccola realtà produttiva nata in Ucraina, dalla passione ventennale per la creazione di attrezzatura da parte del fondatore e proprietario.

Va premesso che molta dell'attrezzatura in vendita sul sito, tra cui questi nut, non dispone di certificazione CE e UIAA, a cui la Gear4rocks sta lavorando, ma di certificazione STANDART, che basata sui requisiti CE e UIAA è il requisito ucraino per i dispositivi di protezione personale. Ma nonostante ciò, la curiosità di avere per le mani un set di nut di plastica mi ha spinto ad ordinarli.


Gear4rocks, fa motivo di orgoglio della scarsità di fronzoli sui suoi prodotti, a favore dell'efficienza e del prezzo, e non si può certo dire che non sia vero: mi è stata consegnata una busta imbottita di plastica, con all'interno, avvolto da un foglio di cellophane, il set da otto nut.

Ma veniamo al contenuto, i nut hanno una testa di plastica bianco-opaca, simile al teflon, anche se meno liscio.


La forma della testa ricorda molto quella dei Wallnuts della DMM, con la forma trapezoidale leggermente arcuata e una scanalatura sul lato convesso.

L'unica scritta stampata sulla plastica si trova all'interno della scanalatura ed è ”STOPERPLAST”, seguito da un numero che identifica la misura del nut. Si parte dall'uno per il più piccolo, fino all'otto del più grande.

Oltre al numero, i nut sono facilmente identificabili da due fasce di plastica termorestringente che sono avvolte al cavetto d'acciaio: ogni misura ha un suo colore.

Sia il lato concavo che quello convesso presentano sei fori, che probabilmente hanno il compito di alleggerire il nut, oltre che di aumentarne la presa sulle asperità della roccia.

In cima ai quattro nut più piccoli, dove il cavetto si flette, si trova uno spessore metallico a semicerchio che guida la curva del cavetto.

Il set risulta più grande di quello che mi sarei aspettato a giudicare dalle foto del sito, con il più piccolo che ha 13,2mm di spessore per 22,6mm di larghezza e il più grande che ha 34,4mm per 44,6mm.


I cavetti d'acciaio sono più grossi della media, con 3,2mm di diametro su tutte le misure, tranne che sul più piccolo che ne ha 2,8, e danno una piacevole sensazione di consistenza.

Le forze di tenuta in Kn dichiarate sul sito di Gear4rocks sono di 13,5 per tutte le misure, tranne per il più piccolo che ne ha 9,6.

L'intero set pesa 0,465 kg.

A tenerli in mano la sensazione è buona, sembrano solidi, e i cavetti, pur essendo più grossi del solito, sono flessibili ed elastici.


L'unica nota imprecisa, anche se sembrerebbe più un dettaglio estetico che strutturale, l'ho trovato sul nut di misura 8, il cui cavetto passa leggermente storto rispetto alla testa, e leggermente vicino al bordo, ma data la direzione normale della trazione non sembrerebbe comportare rischi.

Prova sul campo

Abbiamo provato i nut di plastica di Gear4rock, su calcare, su una via a più tiri, e infine sulla trachite di Rocca Pendice (una pietra simile al granito), dove abbiamo effettuato anche le prove di caduta.

Tutti i test sono stati empirici, quindi non siamo in possesso di dati di laboratorio o di misurazioni, ma ci stiamo informando per ottenerli.


Nella foto sopra si vede uno dei nut prima dell'utilizzo, in quella sotto, lo stesso nut usato per le prove di caduta dopo l'utilizzo.


I nut si sono dimostrati un buon prodotto da piazzare, la forma leggermente arcuata e la scanalatura centrale ne facilitano il posizionamento e la presa sulle asperità, mentre la relativa morbidezza della plastica rispetto al metallo, dà una buona sensazione di aderenza alla roccia.


Sono stati effettuati tre voli sullo stesso nut, il numero 5 (la misura più piccola senza la guida semicircolare per il cavetto). Il nut non è stato rimosso tra un tentativo e l'altro.

Dopo ogni caduta si è osservato un lieve spostamento del nut, che si incastrava ancora più saldamente nella crepa.


Questo movimento e la compressione contro la roccia hanno lasciato dei segni sulla plastica. Segni che non sembrano tanto profondi da pregiudicare la sicurezza del nut, ma portano in primo piano degli interrogativi riguardo alla durata di questi strumenti, avremo comunque modo di testarli in futuro.
Nonostante questo, i nut hanno dato un'ottima sensazione di sicurezza durante l'utilizzo.


Il cavetto d'acciaio si è leggermente piegato a causa dei voli e dei tentativi “energici” di estrarre il nut dopo le cadute. Per riuscire a disincastrare il nut, un cavanut nuovo di zecca si è addirittura piegato. Ciò confermerebbe pareri precedenti su questo prodotto che ne descrivono l'estrazione come più difficile della media, il che è sicuramente causato dall'adattabilità della plastica alle asperità della roccia.


Ultimo, la fascia di plastica colorata si è danneggiata abbastanza presto a causa dell'attrito con la roccia, ma la sua funzione, oltre a facilitarne il riconoscimento, è puramente estetica.

Ringraziamo Caterina, Emanuele e Alessio per l'aiuto nella realizzazione della prova.

Review by Gabriele Culot - Original review location at Arrampicata.info

 

   
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